Spagna

Nella selvaggia Castilla-La Mancha, una terra aspra e assolata il paesaggio sembra raccontare una storia antica fatta di vento, polvere e silenzi. Qui, tra pianure aride e sabbiose scolpite dal sole cocente della Meseta iberica, emergono le dehesas: isole verdi caratterizzate da radi boschi di lecci secolari, sughere nodose e corbezzoli dai frutti vermigli, che si intrecciano con fitte macchie di ginepro, lentisco e arbusti mediterranei profumati, creando un mosaico naturale di incredibile fascino e biodiversità.

In questo ambiente duro ma incredibilmente vitale trovano rifugio moltissime specie animali, perfettamente adattate alle condizioni della regione. Tra la vegetazione rada e i terreni sassosi si muovono silenziosi conigli selvatici, rapide pernici rosse, guardinghi cinghiali e sinuose culebre. Ma il vero simbolo di queste terre remote è la straordinaria e rarissima lince iberica, o lince pardina (Lynx pardinus), uno dei felini più minacciati e affascinanti del pianeta.

Lince Iberica

Più piccola e compatta rispetto alla lince europea, la lince iberica possiede un’eleganza magnetica: il suo mantello bruno-giallastro è ricoperto da fitte macchie scure che le permettono di mimetizzarsi perfettamente tra ombre e cespugli. Sul volto spiccano quattro caratteristici gruppi di vibrisse: due lunghi pennacchi neri sulle orecchie, fondamentali per captare ogni minimo suono, e due folti ciuffi sotto il mento.

Predatrice agile e silenziosa, la lince si nutre principalmente di conigli selvatici (Oryctolagus cuniculus), ma caccia anche roditori, fagiani, pernici e altri piccoli vertebrati. Per decenni, tuttavia, la sopravvivenza di questo magnifico felino è stata seriamente compromessa: la drastica diminuzione dei conigli selvatici, decimati da epidemie di mixomatosi, insieme al bracconaggio, agli incidenti stradali e alla frammentazione degli habitat naturali, aveva portato la specie sull’orlo dell’estinzione. Nei primi anni Duemila sopravvivevano appena 94 individui in natura, un numero drammaticamente basso che rendeva la lince iberica il felino più raro al mondo.

Grazie agli enormi sforzi del WWF, ai programmi europei LIFE e alla collaborazione tra biologi, guardiaparco e comunità locali, la situazione è lentamente cambiata. Attraverso la reintroduzione delle prede naturali, la creazione di corridoi ecologici e la tutela rigorosa degli habitat, la popolazione della lince iberica è cresciuta in maniera sorprendente. Nel 2024 sono stati superati i 2100 individui, un traguardo straordinario che ha permesso alla IUCN di riclassificare la specie da “in pericolo” a “vulnerabile”.

Gli altri animali

Durante il mio viaggio ho avuto la fortuna di immergermi in questi paesaggi selvaggi e di osservare da vicino una ricchissima varietà di specie animali. Ogni alba portava con sé nuovi incontri e ogni tramonto trasformava la dehesa in un teatro naturale carico di vita e mistero. Tra gli animali che ho potuto osservare o fotografare ci sono il fagiano, la pernice rossa, il merlo, la vivace cinciallegra, la gazza, il delicato fringuello e il magnifico picchio verde, con il suo caratteristico volo ondulato.

Questo viaggio nella Spagna più autentica e selvaggia non è stato soltanto un’esperienza naturalistica, ma un’immersione totale in un ecosistema antico e sorprendentemente vivo. Un luogo dove la natura continua a resistere con forza, regalando emozioni profonde, silenzi intensi e incontri indimenticabili.